Il Fiume che sgorga dalla crisi.

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La categoria dei giornalisti è una dei maggiori fornitori di forza lavoro per la politica, in Grecia e non solo. Ma se fino ad oggi, o meglio fino a domenica prossima, la contaminazione fra i due ambienti era resa da un flusso migratorio di singoli giornalisti verso i meccanismi partitici, il 25 maggio assisteremo al primo tentativo di un intero programma televisivo di trasformarsi in un partito di massa. 

Il 26 febbraio 2014, a tre mesi dalle elezioni europee, il giornalista Stavros Theodorakis annunciava a sorpresa il suo trasloco dagli uffici di Mega Channel (importante emittente privata), assieme alla sua squadra editoriale, nel partito ”Il Fiume” (Το Ποταμι) che si apprestava a fondare. La notizia fece rapidamente il giro dei media per via dell’alta notorietà del programma di inchiesta di Theodorakis ”Protagonisti”. Autodefinitosi di sinistra, in gioventù iscritto al Movimento Socialista Panellenico di Andrea Papandreou, fino al 1981, a differenza degli altri leaders politici Stavros Theodorakis ha deciso di assumere un profilo popolare, informale ed amichevole presentandosi semplicemente come Stavros. Fin dai suoi primi passi di auto promozione, generosamente favoriti dagli ex colleghi che lo hanno ospitato nelle loro trasmissioni di approfondimento, contendendolo, il signor Theodorakis ha disegnato il Fiume lontano dalle classificazioni politiche tradizionali di destra e sinistra. Il format del movimento è, altresì, destrutturato rispetto alle strutture pesanti di tutti gli altri partiti, raccolto attorno al fondatore che lo guiderà in maniera padronale fino al congresso costitutivo, provvidenzialmente rinviato a dopo le elezioni di maggio. Nel dna del nuovo partito si trova l’uso della rete internet come strumento per coinvolgere i simpatizzanti e domani la base, elemento questo già sperimentato in passato dal partito conservatore Greci Indipendenti nello scenario politico greco. 

Il populismo predicato dal signor Theodorakis assume la maschera di un generalizzato buon senso, moderato e compromissorio. A differenza del fenomeno italiano del M5S dai toni violenti e dalla strategia di scontro totale col sistema, il Fiume è il primo sostenitore delle larghe intese fra partiti, designate come la soluzione del mettere attorno ad un solo tavolo le menti migliori di tutti i gruppi politici. La retorica contro i partiti tradizionali (Syriza inclusa) si ritrova, nel discorso pubblico di Theodorakis, abilmente spartita tra Governo ed opposizione principale. 

Le principali accuse mosse dai partiti del sistema verso il Fiume sono l’assenza di un programma concreto ed il fine di indebolire i due grandi schieramenti nelle urne. Per quanto riguarda la prima critica, effettivamente nelle prime settimane il signor Theodorakis è apparso molto debole difronte alle domande incalzanti dei suoi ex colleghi su temi come lo sviluppo e l’occupazione, centrali per la crisi greca, anteponendo una questione di metodo al merito, indicando in diverse commissioni di esperti universitari ed uomini della società civile l’individuazione delle soluzioni. Sul tema del controllo governativo delle banche sostenuto da Syriza si è dichiarato contrario denunciando la potenziale creazione di clientele politiche attraverso l’indirizzamento dei finanziamenti agli amici dei leaders politici (come peraltro avvento spesso in Grecia negli anni ’80 e ’90 con il controllo statale di molti istituti di credito). Mentre sul tema dell’alleggerimento del settore pubblico portato avanti dalla Nuova Democrazia attraverso la chiusura degli enti inutili e la messa in mobilità dei dipendenti statali in esubero, si è posto su posizioni contrarie vicine alla sinistra radicale. La parola chiave del suo programma è la meritocrazia che intende portare nei meccanismi dello Stato adottando esperienze di successo estere, prime fra tutte la designazione del Governatore della Banca di Grecia attraverso un concorso pubblico aperto a candidati anche stranieri. 

Nelle sue uscite pubbliche il signor Theodorakis ha adottato uno stile inedito rispetto agli ingessati comizi dei partiti, preferendo ad una sua narrazione dal palco un dialogo diretto con i presenti rispondendo alle loro domande. Questa modalità, come la sua particolare efficacia sui media, gli hanno permesso di smentire, fin ora, le accuse dei partiti circa la poca consistenza registrando nei sondaggi percentuali di consenso tra il 6% ed il 9%, che virtualmente gli consentirebbero di raggiungere il terzo posto davanti all’Alba Dorata ed all’Ulivo. Questi segnali, che però debbono trovare conferma nell’urna, rispondono da soli alla seconda critica dei partiti circa l’indebolimento dell’ascesa di Syriza o della tenuta di Nuova Democrazia. Nei fatti, se il risultato della lista populista soft si dimostrasse molto alto per questi partiti si porrebbe la questione politica di un segnale lanciato da una zona che va dagli elettori progressisti di sinistra, passa per il campo devastato del centrosinistra e finisce nelle correnti moderate e liberali del centrodestra che non si sentono rappresentanti a pieno da Nuova Democrazia, Syriza ed Ulivo. 

dhmoy nikopsCerto il Fiume, nel risalire la corrente verso il 25 maggio, non è stato privo di errori grossolani. Nel gruppo chiamato attorno a se ed ai suoi collaboratori il signor Theodorakis ha radunato numerosi intellettuali, scrittori e professori universitari che hanno, però, mostrato una tendenza elitaria e poco legata alla sensibilità della società greca. In particolare in alcune dichiarazioni televisive ed articoli scritti lo scrittore Nikos Dimos ha affrontato, con scarsa razionalità e successo, temi scottanti come il conflitto Grecia-Fyrom ed il rapporto tra Stato e Chiesa Ortodossa, suscitando feroci critiche. Sul conflitto che divide la Grecia dallo Stato slavo confinante fin dalla sua indipendenza nei primi anni ’90, per la sua pretesa ideologica di chiamarsi Repubblica di Macedonia il signor Dimos si è dichiarato a favore di questa denominazione ufficiale, considerando il conflitto ormai perso per la Grecia. In un suo articolo, poi, definendosi pubblicamente anti-comunista ed anti-clericale si è scagliato, con un tempismo inopportuno essendo stato scritto a ridosso della Settimana Santa, contro il Fuoco Sacro che ogni anno il Sabato Santo viene trasportato dalla cripta del Santo Sepolcro di Gerusalemme in Grecia definendolo un simbolo idolatrico pagano. Nonostante la rapida presa di posizione del signor Theodorakis che ha disconosciuto all’amico la facoltà di parlare a nome del Fiume allontanandolo dal partito, questi episodi rivelano la debolezza strutturale di un progetto personalista privo di una collocazione ideologica e di un dialogo interno.

Sulle elezioni di domenica 18 maggio e sopratutto sulle europee del 25 maggio Theodorakis ha respinto il referendum contro il Governo indetto dal presidente di Syriza Alexis Tsipras, affermando di non voler legare la durata della legislatura parlamentare in corso al responso delle urne. Per i ballottaggi delle amministrative, dove il Fiume non si è presentato, il fondatore del partito ha invitato a votare contro le candidature calate dall’alto dalle segreterie dei partiti, indicando come cattivi esempi da respingere la signora Douru di Syriza nell’Attica ed il signor Kalafatis di Nuova Democrazia al Comune di Salonicco. Più volte in passato il signor Theodorakis ha dichiarato pubblicamente di essere pronto a lasciare la politica ove alla prova delle urne il Fiume dovesse sfociare in un risultato deludente. Dal suo staff è emerso un dato specifico: se la notte del 25 maggio il partito uscirà sotto il 5% una riflessione seria sul progetto si imporrà radicalmente. 

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