Sognando quota 180.

11s1orkom1-thumb-large

In politica, si sa, la forma è sempre sostanza ed i simboli hanno la loro importanza. Non è un caso, quindi, che il signor Antonis Samaràs abbia deciso di annunciare il rimpasto post elettorale di Governo lunedì scorso, il giorno in cui l’Ortodossia celebra lo Spirito Santo. 

DB32FB57ED3559146C2C2182A942F6DAIl risultato deludente della Nuova Democrazia il 25 maggio, mitigato dall’insuccesso di Syriza di doppiare il suo risultato delle politiche del 2012, ha convinto il Primo Ministro a svolgere un nuovo rimpasto, il secondo dall’inizio del suo mandato due anni fa, per lanciare un messaggio di cambiamento visibile nella politica governativa. Vittima, apparente, del messaggio delle urne è stato il ministro delle Finanze Iannis Stournaras, che ha incarnato in questi due anni l’inflessibile politica di austerità e di fedele attuazione dei diktat della Troika, ma che è anche riuscito a riportare la Grecia sui mercati finanziari, con il successo della vendita di titoli di Stato per quasi due miliardi ad aprile, ed ha ottenuto un disavanzo attivo di bilancio nel 2013. La sostituzione del signor Stournaras, tuttavia, non rappresenta una punizione per il suo operato, od un rifiuto della sua linea politica, dal momento che l’ex ministro tra qualche giorno assumerà il ruolo di governatore della Banca di Grecia, restando in prima linea nello stato maggiore economico del paese e nella squadra di negoziazione con la Troika che tornerà ad Atene a settembre per una nuova valutazione. Il suo posto è stato assunto da un nuovo tecnocrate di area socialista il signor Gikas Hardouvelis

vouliMentre, ad una settimana dal ricambio, il signor Samràs si trova già a dover affrontare i primi scontri tra i ministri neodemocratici e quelli socialisti sul licenziamento di diverse centinaia di dirigenti pubblici in mobilità, il calendario della politica greca segna due appuntamenti a medio e lungo termine che inizieranno a pressare l’attività del Governo a partire dalla riapertura della sessione parlamentare a settembre. A ottobre è previsto l’ultimo passo (apparentemente) del lungo percorso della crisi, con la rinegoziazione finale del debito pubblico greco con la Troika ed i privati. Passata questa tappa il Governo potrà effettivamente dedicarsi all’economia reale, che pure da già segni di ripresa, con misure di stimolo della crescita e ridistribuzione sociale del suo ”tesoretto” ottenuto in anni di tagli e sacrifici. Ma questo idillio, sempre che si avveri, rischia di durare il tempo di una stagione dal momento che a marzo scadrà il mandato del Presidente della Repubblica Karolos Papoulias. Essendo alla fine del suo secondo mandato non potrà essere rieletto. La Costituzione repubblicana del 1974 prevede che per le prime due votazioni sia necessario raggiungere il quorum dei due terzi dei deputati, per ottenere l’elezione di un candidato, pari a duecento membri della Camera. Mentre la terza votazione richiede la concentrazione dei ”soli” tre quinti, ovvero cento ottanta deputati. Le votazioni avvengono per appello nominale a scrutinio palese, e qualora nessun candidato riesca a concentrare i voti necessari nei tre scrutini, al termine del terzo, il Presidente in carica scioglie il Parlamento ed è prorogato in carica fino all’elezione del successore da parte della nuova Camera.

Secondo i numeri attuali la maggioranza governativa ufficiale, Nuova Democrazia e Pasok, può contare su centocinquantadue deputati. Tra le opposizioni i partiti che sicuramente non concederanno i loro voti per provocare nuove elezioni politiche generali sono Syriza (settantuno deputati), il Partito Comunista Ellenico KKE (dodici deputati), i neonazisti (sedici deputati) ed i conservatori populisti Greci Indipendenti (tredici deputati); per un totale di centododici voti su cui il premier non può contare. La strategia del Governo, quindi, si concentrerà su due espedienti per riuscire a passare lo scoglio di marzo. Da un lato indiscrezioni giornalistiche rivelano contatti già in corso tra ND e Pasok con i membri del gruppo misto della Camera, lievitato nel corso di questi due anni a ben ventitré deputati di provenienza da tutti i partiti, eccetto quello comunista. Due di questi indipendenti sono già riavvicinati al Pasok, ottenendo per uno di essi il signor Andreas Loverdos il ruolo di ministro dell’Educazione e della Religione nel rimpasto della settimana scorsa. La seconda iniziativa dello stato maggiore governativo si rivolgerà verso il gruppo di Sinistra Democratica, formalmente uscita dalla maggioranza un anno fa, ma divisa al suo interno dopo la bruciante sconfitta alle europee tra chi vorrebbe unirsi al Pasok ed al Fiume in un nuovo soggetto di centrosinistra e chi vorrebbe riavvicinarsi a Syriza. Kouvelis_VouliPer ingraziarsi i socialdemocratici il premier Samaràs rispolvererà la sua vecchia idea di indicare alla Presidenza un esponente della sinistra greca, ed il nome forte che circola ormai pubblicamente è proprio quello del presidente di Sin.Dem. il signor Fotis Kouvelis.

 

 

assets_LARGE_t_942_43519670Nonostante il signor Samaràs si sia dichiarato, in un’intervista domenicale, fiducioso sul raggiungimento del quorum necessario per la terza votazione (anche se sulla carta ND, Pasok e Sin.Dem. raccolgono solo tra i centosessantacinque ed i centosessantasette deputati) ha dovuto ammettere che l’elezione presidenziale di marzo sarà l’ultima (e più difficile) prova per il Governo, superata la quale il completamento naturale della legislatura nel giugno 2016 sarà una strada in discesa.

tsipras0711Il rimpasto, posto sotto la benedizione dello Spirito Santo, invocato durante la cerimonia del giuramento dall’Arcivescovo di Atene Ieronimos, pur non ammettendolo guarda fin dai suoi primi passi alla lunga campagna pre-elettorale che il signor Alexis Tsipras lancerà a partire da ottobre, puntando sul fallimento del Governo di radunare cento ottanta voti, e sopratutto sulla fine del regime della Troika con la possibilità di togliere alla Nuova Democrazia ed al Pasok l’occasione di guadagnare consensi in una fase di ripresa della crescita. Da questo i primi cauti posizionamenti contro il rincaro dei prezzi dei beni di prima necessità, il cambio di rotta rispetto alle misure draconiane di messa in mobilità degli statali e sul licenziamento dei dipendenti pubblici e sopratutto l’ingresso nell’Esecutivo di nuovi deputati meritevoli di essere promossi per non suscitarne la litigiosità ottenuto a costo di sacrificare ministri molti vicini al premier stesso.    

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s