Il travaglio del partito democratico greco.

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Doveva essere il giorno dei lunghi coltelli in casa socialista, con l’apertura delle ostilità verso il presidente del partito Evangelos Venizelos. Invece dalla Commissione Politica Centrale di ieri è emersa una strategia con un fine ampiamente condiviso: l’unificazione del centrosinistra greco in un congresso fondatore della grande Fazione Democratica da tenersi ad ottobre prossimo. Fazione in cui, ovviamente, il. Pasok dovrà essere la colonna portante.

Nel suo lungo intervento, in cui ha criticato apertamente l’opposizione ed ha smentito con forza nuove misure di austerità in autunno, il signor Venizelos ha sottolineato come:<< se il nostro scopo è tornare al Pasok precedente alla crisi, allora ci impegnamo inutilmente. Se lo scopo è la convergenza di tutte le forze che fanno parte del centrosinistra, dopo la crisi, allora stiamo agendo con un criterio di correttezza e verità, difronte al populismo>>. Il percorso indicato dal Vicepremier consiste in due stadi paralleli, il primo è la formazione di una. Commissione Nazionale per il Dialogo in cui sarà inserita tutta la dirigenza socialista, i vertici dei partiti minori che hanno composto l’Ulivo greco, e tutti i rappresentanti dei partiti e dei movimenti politici di centrosinistra del Paese. Il secondo stadio è l’appuntamento annuale del Pasok per il 3 settembre, anniversario della fondazione del Movimento Socialista Panellenico nel 1974 da parte del signor Andrea Papandreou all’indomani del suo ritorno dal’esilio dopo la caduta del regime militare. A questa occasione viene rimandata la discussione propriamente politica, sulle idee e proposte da portare in dote al congresso democratico, attraverso la convocazione di una conferenza politica.

Nonostante le rassicurazioni del signor Venizelos sul fatto che il Pasok resterà un soggetto politico autonomo, rassicurazione ribadita da tutti i vertici socialisti nei loro interventi e fortemente rivendicata dagli oratori delle varie minoranze interne, l’appuntamento del 3 settembre rivelerà in concreto quanti nel movimento socialista siano già pronti a differenziarsi dalla leadership politica arrivando ad congresso democratico con l’intenzione di rompere le righe e strutturarsi in correnti del nuovo soggetto. Infatti non poche voci delle minoranze si sono levate per chiedere che più di una conferenza politica il presidente dovrebbe convocare un congresso del Pasok a settembre, prima di quello della Fazione Democratica, ipotesi questa che non è stata inserita nel documento finale. L’unico punto su cui, invece, quasi tutti i convenuti si sono trovati d’accordo è stata la presa d’atto del superamento dell’esperienza ulivista, messa in campo per le euro urne di maggio. Il principale peccato ascritto all’Ulivo greco riguarda la genesi vertici sta del progetto che non è riuscito a coinvolgere la base elettorale potenziale dell’area di centrosinistra ed il principale partner a livello parlamentare ovvero la Sinistra Democratica (ΔΗΜ.ΑΡ.).

Il rischio, tuttavia, che il congresso fondatore della Fazione Democratica si trasformi in un Ulivo II aleggia all’orizzonte del progetto. Il rischio si fonda su due discriminanti presenti nel gioco estivo della politica greca: il potenziale rischio di una dissoluzione della Sinistra Democratica, e lo svolgimento di elezioni anticipate in autunno. Il partito socialdemocratico ha impresso un’accelerazione nel suo percorso di avvicinamento a Syriza firmando una richiesta analoga a quella dei socialradicali per un referendum sulla legge di privatizzazione parziale dell’impresa statale dell’energia elettrica, respinta come le altre in Parlamento, espellendo un deputato contrario all’iniziativa e suscitando forti tensioni con la minoranza riformista al suo interno, che chiede un assembramento con i partiti di centrosinistra. Per quanto riguarda la sopravvivenza dell’attuale legislatura, in scadenza naturale nel 2016, i dubbi sono cresciuti esponenzialmente negli ultimi tempi. Sulla carta, e nella sostanza, la maggioranza governativa non ha i centottanta voti necessari per superare l’elezione del Presidente della Repubblica di febbraio, lo stato maggiore del Primo Ministro Samaràs si sta preparando a tenere in considerazione l’opzione di tornare alle urne in autunno, pur smentendolo ufficialmente, per evitare una pesante campagna elettorale dell’opposizione che potrebbe durare anche sei mesi.

Nel primo caso la Fazione Democratica si rivelerebbe essere esattamente come l’Ulivo, ovvero un contenitore dove nascondere il Pasok, con un simbolo e nome nuovo per fagli ottenere qualche voto in più. Nel caso di elezioni anticipate, invece, il partito di troverebbe col serio problema di dover scegliere se usare il nuovo nome senza una base politica, e quindi escludendo la convergenza di altre forze politiche, oppure se tornare a presentarsi sotto il sole verde socialista, rischiando un impietoso giudizio degli elettori, aggravato dalla riproposizione della stessa leadership che ha ininterrottamente presenziato, nel bene e nel male, questi ultimi quattro anni di regime della Troika.

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