Il Monte Athos divide Syriza.

5177659_h4752013.limghandler(Nella foto il presidente di Syriza Alexis Tsipras con la dirigente Eleni Portaliou)

Sono passati esattamente dieci giorni dalla visita del signor Alexis Tsipras alle comunità monastiche greco-ortodosse del Monte Athos. Dieci giorni in cui la politica greca, che aveva promesso un fronte di scontro Governo-opposizione per ogni giorno di agosto, ha, invece, silenziosamente abbandonato le città per qualche giorno di vacanza, sulle isole o nei villaggi degli avi in provincia, complice il caldo e la solennità della Dormizione della Santissima Madre di Dio. Ma se in molti credevano che quella stessa politica avesse deciso di portarsi sotto l’ombrellone qualche rivista di moda, o magari un libro giallo, è rimasto ingannato. La visita al Monte Athos del signor Tsipras ha generato un malessere nel suo partito che ha covato in questi giorni di vacanza.

Ad esporsi pubblicamente è stata la signora Eleni Portaliou, membro della Direzione nazionale di Syriza, ma sopratutto esponente della maggioranza fedele al presidente del partito. Con un intervento su un blog di sinistra la signora Portaliou ha elencato, con toni decisamente molto duri, ha elencato una serie di accuse al leader socialradicale, a cominciare dalla visita che a suo avviso << è accaduta per i voti che il gruppo dirigente di Syriza crede di poter raccogliere seguendo la via religiosa>>. In antitesi a questo corso intrapreso, non ha tardato ad ammonire il signor Tsipras a rispettare la tesi anticlericale originaria di Syriza secondo cui << la Sinistra e la Chiesa sono antagoniste su temi essenziali>>, per poi abbattere col disprezzo il ponte ideologico gettato dal leader socialradicale ai padri monaci, sulla comunanza della vita spirituale cristiana con quella di alcuni movimenti politici di sinistra del sud del mondo, affermando che << è un insulto per gli zapatisti l’equiparazione tra le comunità dei monaci e le comunità zapatiste>>.

Nel silenzio totale, da parte del Capo e dell’ufficio stampa, seguito a questa cruda contestazione interna, che invece di limitarsi ad una polemica estiva, potrebbe tradire un malessere molto forte alla svolta centrista imposta dal signor Tsipras dopo il risultato delle elezioni europee del 2014, inferiore di una cifra percentuale alle elezioni generali del 2012, e decisamente lontanissimo dall’autosufficienza, la signora Portaliou arriva a chiedere ufficialmente una parola definitiva del partito su temi ideologici quali la separazione tra Stato e Chiesa, la tassazione dei beni ecclesiastici ed il controllo civile della penisola del Monte Athos. La differenza tra i toni del rispettoso Capo dell’opposizione in ”pellegrinaggio” ai Monte e l’aspra dirigente sono evidenti, senza bisogno di alcun commento.

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