Presidente o morte!

prodria

La liturgia costituzionale, anticipata con decisione personale del Primo Ministro Antonis Samaràs, che dovrà portare all’elezione del successore del signor Karolos Papoulias alla Presidenza della Repubblica, inizierà mercoledì 17 dicembre con il primo dei tre voti che il Parlamento potrà esprimere prima di essere ”punito”, in caso di insuccesso, con lo scioglimento obbligatorio e nuove elezioni generali, che verosimilmente di terrebbero il 25 gennaio od il 1 febbraio prossimi. Il clima di queste giornate di vigilia è di profonda incertezza, e velato pessimismo per la maggioranza, a fronte delle complesse regole per l’elezione presidenziale. La Costituzione prevede un quorum di 210 deputati per le prime due votazioni, conto virtualmente impossibile da ottenere per il Governo, che infatti fin dall’indomani delle elezioni europee del maggio scorso ha puntato tutto sulla terza votazione, che si terrà il 29 dicembre, in cui i voti necessari per eleggere il Capo dello Stato si ridurranno a 180.

samaras_dimasVoti che il candidato ufficiale del Primo Ministro, il signor Stavros Dimas tuttavia non possiede sulla carta. Il profilo scelto comunque è di alto livello. Dimas, 73 anni, dopo alcuni anni di gioventù passati negli Stati Uniti da 1977 è membro attivo della Nuova Democrazia e parlamentare, ha ricoperto vari ruoli ministeriali, in settori economici, e dal 2004 al 2009 è stato Commissario Europeo all’Ambiente. Dal 2010 è vicepresidente di Nuova Democrazia ma non è parlamentare. Fin dal giorno della sua designazione, così come il signor Samaràs, ha corteggiato i deputati indipendenti che costituiscono il bacino di voti più ampio da cui la maggioranza Nuova Democrazia-Pasok dovrà raccogliere i venticinque voti necessari per raggiungere il quorum. Ciascuno, a modo suo, nel Governo prova a contribuire al risultato, e così il leader socialista e Vicepremier Evangelos Venizelos ieri ha ammonito quei << tacchini che festeggiano il Natale>> di stare attenti perché nessuno li ricandiderà in Parlamento. Un chiaro segnale in doppia lettura, verso quegli indipendenti privi di casacca che non si riconoscono nella maggioranza ma neanche in Syriza, e verosimilmente verso quei deputati, anche del partito ultraconservatore ”Greci Indipendenti” che potrebbero non solo votare per il Presidente ma anche tornare in maggioranza. Di avviso diverso invece il leader di Syriza Alexis Tsipras, impegnato in un tour nel paese che ha il sapore della campagna elettorale, convinto di poter riuscire finalmente a rovesciare il Governo Samaràs. Più cauto è parso, invece, il Segretario generale del Partito Comunista Ellenico Dimitris Kostoumbas il quale ha dichiarato:<< Ad oggi sembra che i 180 deputati non ci saranno il 29 dicembre. Questo vedo fino ad ora>>. 

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