Nasce ”Insieme”

L’evento di lancio di ”Insieme”, il nuovo movimento nato attorno all’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia,  in piazza Santi Apostoli, è stato, indubbiamente, un successo. Il merito principale di Pisapia è stato quello di non deludere nessuno dei presenti in piazza, grazie ad un discorso tutto sommato pacato e generico, che ha evitato di affrontare i nodi fondamentali sulla natura ideologica del nuovo soggetto, ed il rapporto con il Partito Democratico di Matteo Renzi.

L’evento, nonostante i grandi proclami della vigilia, è stata un’attesa riunione tra ex democratici di sinistra i quali, dopo dieci anni di alterne fortune nel Partito Democratico, e lo scarso successo elettorale di ”Articolo 1” alle amministrative di giugno, si candidano ad essere la base e la dirigenza del nuovo soggetto. Fatto salvo il diritto di tribuna per qualche compiacente comparsa centrista, da Bruno Tabacci alla sua lista personale, Centro Democratico.

L’evento di sabato scorso può essere ridotto a tre interventi, tra i quali non figura quello di Pisapia, che rivelano il senso della giornata. Il primo è stato quello di Pier Luigi Bersani, che dal palco ha dato un assaggio di quella che sarà la linea retorica futura, scagliandosi contro il segretario del suo ex-partito. L’anti-renzismo sarà, verosimilmente, un ingrediente essenziale per garantire la coesione del gruppo dirigente di ”Insieme” e dei militanti. Oltre che la scommessa dei dirigenti per sfondare la soglia di sbarramento elettorale, pescando tra gli elettori indecisi. 

Il secondo intervento di cui tenere conto, anche se non è stato fatto sul palco, sono le parole di Massimo D’Alema. L’ex premier, lasciando piazza Santi Apostoli, ha disegnato la strategia del nuovo soggetto, almeno come la immagina lui. <<Andremo alle elezioni, ognuno con la sua piattaforma. Se noi avremo un grande successo, come io spero, sarà possibile riaprire un discorso con il Partito Democratico per spingerlo a tornare ad essere una forza che vuole fare il centrosinistra>>. Insomma, per D’Alema di convergenze elettorali, ”Unione” prodiana e legge elettorale, con premio alla coalizione (come per Renzi, peraltro) non se ne parla. Difficile immaginare dopo elezioni combattute tutte a sinistra, e con un campo spaccato e minoritario, si possa costringere qualcuno a <<fare il centrosinistra>>.

Il commento più negativo, però, Giuliano Pisapia lo ha ricevuto da Nicola Fratoianni leader di Sinistra italiana. Fratoianni ha contestato la debolezza ideologica dell’intervento di Pisapia, lamentando: <<non ho sentito su un singolo tema proposte radicalmente alternative alle politiche portate avanti dal Pd in questi anni. Pisapia non ha fatto intravedere la svolta necessaria>>. La divisione a sinistra non è da sottovalutare, poiché reca con sé molto più di divergenze personali tra leader. Il movimentismo radicale populista, che sembra avere un discreto successo elettorale in Spagna con Podemos, in Francia con Jean-Luc Melenchon, ed in passato in Grecia con Syriza, è molto più vicino alle posizioni, ed alla retorica, di un Fratoianni piuttosto che a quelle di Pisapia ed ”Articolo 1”. In Italia, invece, il ritorno a sinistra è un’operazione che guarda al passato, e si richiama a simboli ed esempi lontani, da Romano Prodi all’Ulivo, dalla ”ditta” al PCI. Alla prova dei fatti, visti i recenti risultati elettorali ed i sondaggi, il successo è anche molto più scarso delle controparti europee.

Avendo visto Renzi all’opera in questi anni, c’è da scommettere che difficilmente cercherà una riconciliazione con questa nuova sinistra, che a sua volta nasce con la vocazione implicita di contrapporti e sconfiggere Renzi, a qualsiasi costo. Ai Santi Apostoli, però, non è neanche rinato l’Ulivo. Non è stato neppure disegnato un progetto culturale alternativo agli schieramenti in campo (Renzi-M5S-Lega). Dieci anni dopo sono soltanto rinati i Democratici di Sinistra. Più modesti nei numeri, ma con sempre la grande ambizione di una volta: riunire ed incarnare la sinistra. Gli elettori ci diranno se  la loro Italia esiste ancora, ed eventualmente quanto conta oggi.

 

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